Turni pulizie tra coinquilini: un modello che regge, e cosa fare se qualcuno non pulisce

Turni pulizie tra coinquilini: un modello che regge, e cosa fare se qualcuno non pulisce

Turni pulizie tra coinquilini: la risposta breve

Perché i turni di pulizia reggano tra coinquilini, servono quattro cose: l'elenco di quello che si ripete negli spazi comuni; un valore per ogni faccenda invece di un turno uguale per tutti; tutti i coinquilini nello stesso strumento; e un punto della situazione a data fissa, sui fatti più che sulle impressioni.

Se state leggendo queste righe, probabilmente qualcuno nel vostro appartamento ha appena detto “bisognerebbe fare dei turni”. È una buona idea, a patto di non fermarsi alla tabella attaccata al frigo con le calamite. Il metodo che segue si imposta in una serata, in due, in tre o in quattro, e si chiude con la domanda che prima o poi si fanno tutti: cosa fare quando un coinquilino non fa la sua parte?

  • Passo 1: l'elenco di quello che si ripete.
  • Passo 2: dividere in due, in tre o in quattro, con un modello da copiare.
  • Passo 3: le faccende che non riguardano tutti.
  • Passo 4: tenere il conto invece dei turni.

Perché la ruota e la tabella sul frigo non durano

La ruota delle faccende e la tabella da spuntare nascono da una buona intenzione: ognuno a turno, e tutti vedono a chi tocca. Eppure, dopo qualche settimana, spesso vengono abbandonate, per motivi che dipendono dal loro stesso principio.

  • Il turno uguale presuppone faccende uguali. Ma pulire il bagno non è come portare fuori la spazzatura. Chi si ritrova il bagno nella settimana in cui l'altro ha la spazzatura lo sa benissimo.
  • Ignora le assenze. Un coinquilino parte due settimane per uno stage o in vacanza, la ruota continua a girare, e qualcuno recupera il suo turno senza che se ne veda traccia da nessuna parte.
  • Nessuno sa chi ha fatto davvero cosa. La casella spuntata dice che la faccenda era prevista, non che è stata fatta, né da chi. Quando se ne parla, ognuno ha la sua versione della settimana scorsa.
  • Non sa recuperare. Una settimana saltata non si compensa: è semplicemente persa, per tutti.

Il problema, quindi, non è la buona volontà dei coinquilini. È che una tabella dei turni non misura niente. I passi che seguono ne conservano il buono, l'elenco e la visibilità, e correggono il resto.

FairChore porta questa idea nel quotidiano: ogni faccenda vale dei punti e il totale della casa resta sempre a zero. Proprio per questo si usa in più persone: create la casa, poi inviate il link di invito a chi vive con voi. Gratuito, senza pubblicità, nulla da installare.

Crea la nostra casa gratuitamente

Passo 1: l'elenco di quello che si ripete

Sedetevi insieme, una volta, e fate l'elenco di tutto quello che si ripete negli spazi comuni. Ordinatelo per stanza, poi segnate per ogni faccenda la sua frequenza: ogni giorno, due volte a settimana, ogni settimana, ogni mese.

  • Cucina: piatti e piano di lavoro, fornelli e lavello, frigo da svuotare degli avanzi, pavimento.
  • Bagno e WC: lavandino, doccia, water, specchio.
  • Pavimenti degli spazi comuni: aspirapolvere, mocio, ingresso e corridoio.
  • Spazzatura e differenziata: portare fuori i sacchi, sciacquare i bidoni, portare giù il vetro.
  • Spesa comune: prodotti per la pulizia, carta igienica, spugne, sacchi della spazzatura.

Date poi un valore a ogni riga, per esempio da 1 a 6, secondo il tempo che richiede e quanto è faticosa. Discutetene insieme, una volta: il bagno vale più della spazzatura, ed è questo valore, non il numero di faccende, a dire se la divisione è giusta. Se qualcuno trova ingiusto un valore, lo si cambia, ma per tutti.

La camera di ciascuno resta fuori dall'elenco: riguarda solo chi ci dorme. I turni comuni coprono quello che serve a più persone, non quello che ognuno fa per sé.

Passo 2: in due, in tre, in quattro

Con l'elenco e i suoi valori, ci sono tre modi di dividere. Nessuno è quello giusto ovunque: la scelta dipende soprattutto dal numero di coinquilini.

  • La rotazione: ogni settimana le faccende passano di mano. È semplice, a patto di far girare blocchi dello stesso valore, e non faccende isolate.
  • L'assegnazione fissa: “tu la cucina, io il bagno”. Funziona quando i gusti sono davvero diversi, a patto che le parti abbiano più o meno lo stesso valore.
  • Il valore per faccenda: nessuno ha faccende fisse, ognuno fa quello che può quando può, e si conta quello che ha fatto ciascuno. È il modo più flessibile, ma richiede un conteggio affidabile (passo 4).

In due, spesso basta l'assegnazione fissa: due blocchi dello stesso valore, scambiati ogni tanto perché nessuno si tenga sempre il bagno. In tre, la rotazione su tre blocchi equilibrati funziona bene, come nel modello qui sotto. In quattro o più, i blocchi si moltiplicano, e anche le assenze, e il valore per faccenda diventa più semplice da gestire di qualsiasi rotazione.

Ecco uno schema di turni per tre coinquilini, da copiare e adattare. Ogni blocco vale 8 nella settimana, e in tre settimane ognuno ha fatto ogni faccenda.

FaccendaFrequenzaValore nella settimanaSettimana 1Settimana 2Settimana 3
Cucina: piano di lavoro, fornelli, lavelloDue volte a settimana6Coinquilino ACoinquilino CCoinquilino B
Spazzatura e differenziataDue volte a settimana2Coinquilino ACoinquilino CCoinquilino B
Bagno e WCUna volta a settimana6Coinquilino BCoinquilino ACoinquilino C
Frigo: svuotare gli avanziUna volta a settimana2Coinquilino BCoinquilino ACoinquilino C
Pavimenti degli spazi comuniUna volta a settimana4Coinquilino CCoinquilino BCoinquilino A
Spesa comuneUna volta a settimana4Coinquilino CCoinquilino BCoinquilino A

Questo modello ha un limite, lo stesso della ruota: presuppone che ognuno sia presente ogni settimana e faccia il suo blocco. Appena un coinquilino si assenta, o un altro fa una faccenda al posto suo, la tabella non dice più niente di giusto. È qui che entrano in gioco gli ultimi due passi.

Passo 3: le faccende che non riguardano tutti

Una casa condivisa non è una famiglia: non tutti usano tutto. Due coinquilini su quattro condividono un bagno, gli altri due ne hanno uno a testa. Solo uno ha un gatto. Un altro non cena mai a casa durante la settimana. Far ruotare queste faccende tra tutti significa chiedere ad alcuni di pulire quello che non usano.

La regola è semplice: una faccenda si divide tra quelli a cui serve, e solo tra loro.

  • Il bagno condiviso in due si divide tra quei due; gli altri non ci compaiono.
  • I piatti dei pasti presi insieme riguardano chi era a tavola, non chi ha cenato fuori.
  • L'animale di un solo coinquilino resta a suo carico, come la sua camera: esce dai turni comuni.

FairChore, l'applicazione presentata al passo successivo, segue questa regola. Per ogni faccenda si scelgono i membri interessati: se solo due coinquilini condividono un bagno, il suo valore si divide soltanto tra loro due. Una faccenda che riguarda solo chi la fa, come la pulizia della propria camera, non ha posto in FairChore: non sposterebbe nessun punto, e l'applicazione non la registra.

Passo 4: tenere il conto invece dei turni

Uno schema di turni dice chi dovrebbe fare cosa. Non dice chi l'ha fatto. Eppure è la seconda domanda che conta il giorno in cui l'atmosfera si fa tesa: un coinquilino ha pulito due volte la cucina mentre un altro era via, un altro si è preso anche il bagno perché aveva avuto ospiti. Una tabella dei turni non tiene traccia di queste differenze; un conteggio sì.

L'idea: invece di controllare che ognuno abbia fatto il suo turno, si conta quello che ha fatto ciascuno, faccenda per faccenda, con il valore del passo 1. I turni restano utili per sapere a chi tocca, ma è il conto che fa fede.

È proprio quello che permette di fare FairChore. Quando qualcuno fa una faccenda, il suo valore viene diviso tra le persone coinvolte: chi l'ha fatta guadagna punti, gli altri coinvolti ne devono la propria parte. Il totale della casa resta a zero. Il saldo di ciascuno si accumula dal primo giorno: non viene mai azzerato.

Lo schema dei turni conserva il suo ruolo. Nell'Agenda di FairChore, una faccenda può ripetersi ogni giorno, ogni settimana o ogni mese, per un coinquilino o per tutta la casa. Il giorno in cui una faccenda pianificata arriva a scadenza, FairChore invia un promemoria alla persona a cui è assegnata, o a tutta la casa.

Il conto non sostituisce la discussione: le dà una base. E vale solo se ognuno annota quello che fa, comprese le faccende fatte al posto di un altro.

Coinquilino che non pulisce: cosa fare?

Anche con dei buoni turni, può capitare che un coinquilino non faccia la sua parte. Prima di cercare le parole giuste, qualche principio evita che la discussione si trasformi in un processo.

  • Parlare dei fatti, non del carattere. “Il bagno non è stato pulito nelle ultime tre settimane” si può discutere; “non fai mai niente” spinge a difendersi, e allora la conversazione verte sul tono invece che sulle pulizie.
  • Parlarne con tutti, al momento previsto. Un punto della situazione a data fissa, per esempio una sera al mese, evita il chiarimento in corridoio e il faccia a faccia di tanti contro uno.
  • Rivedere l'elenco insieme. Forse una faccenda gli costa più di quanto si pensi, o ne fa altre che nessuno ha annotato: porta giù il vetro, ripara quello che si rompe. Aggiungetele all'elenco, con il loro valore.
  • Partire dal conto, non dalle impressioni. Se ognuno annota quello che fa, il saldo è una base che tutti hanno costruito. Il disaccordo, se resta, riguarda fatti che ognuno ha scritto di persona.
  • Ridistribuire invece di fare al posto suo in silenzio. Recuperare le sue faccende senza dire niente alimenta il rancore e non cambia niente. Meglio decidere insieme chi prende cosa, anche a costo di affidargli faccende che gli si addicono di più.

E se nonostante tutto non cambia niente? Allora il problema non è più l'organizzazione delle pulizie, ma l'accordo di convivenza, e va affrontato come tale, con tutti i coinquilini. Per le regole di convivenza e il modo di parlarne ogni giorno, il nostro articolo per gestire le faccende tra coinquilini senza conflitti completa questo.

Coinvolgere tutti

Un punto decide tutto il resto: un sistema di turni in cui manca un coinquilino non dice niente. Se tre coinquilini su quattro annotano quello che fanno, il conteggio misura solo tre persone, e il quarto può contestare ogni cifra. Se ci sono tutti, il conto diventa quello che deve essere: una misura comune, che nessuno tiene contro nessuno.

Per far entrare i vostri coinquilini nella casa, FairChore vi dà un link di invito da mandare loro. FairChore si usa nel browser, e su Android da Google Play.

Per cominciare, riprendete i quattro passi in ordine: l'elenco di quello che si ripete, un valore per faccenda, i membri interessati, poi il conto. Fissate quindi la data del primo punto della situazione, un mese dopo, e aggiustate i valori in base a quello che avrete visto.

Provate il metodo in due, o in più persone

Create la casa, poi inviate il link di invito al partner o ai coinquilini: un saldo dice qualcosa solo quando si è in più persone. Gratuito, senza pubblicità, nulla da installare.

Crea la nostra casa gratuitamente
Condividi questo articolo

Articoli correlati